Sementi Tradizionali Sotto Attacco

January 30, 2017
Source
Fondazione Nigrizia Onlus

di Marta Gatti

Spinti dal lobbing dei giganti dell’agrochimica, sempre più paesi africani introducono leggi che favoriscono il settore privato, la registrazione di varietà ibride e che puniscono con multe salate e addirittura con il carcere chi scambia sementi protette. In nome dello sviluppo agricolo industriale si sacrifica l’inestimabile patrimonio delle varietà selezionate dai contadini.

Le sementi tradizionali sono sotto attacco in tutto il mondo. Negli ultimi anni molti paesi africani hanno aperto le porte ai semi industriali e alla proprietà intellettuale, che spesso li accompagna. L’eccezione più recente è quella del Burkina Faso che prevede per il 2017 un raccolto di cotone migliore degli scorsi anni, dopo aver abbandonato le sementi ibride di Monsanto.

Un report pubblicato a metà gennaio dal centro studi indipendente The Oakland Institute disegna una situazione fosca per la libertà dei contadini africani di scambiare, commerciare e piantare sementi tradizionali. Il rapporto dal titolo “Down on the seed” si concentra soprattutto sull’effetto che hanno avuto i programmi di G8 e Banca Mondiale sul mercato delle sementi, spingendolo verso il sistema industriale. Si tratta di programmi che puntano ad incrementare la produzione agricola, la ricerca e l’innovazione, e a rendere il sistema più permeabile ai soggetti privati.

La diffusione di sementi industriali nei paesi africani ha avuto come conseguenze: la diminuzione delle varietà coltivate, la diffusione di sementi ibride, non scambiabili e non replicabili, e la progressiva perdita del ruolo selezionatore dei contadini. La situazione del sistema sementiero pare ancora più preoccupante se si pensa al mercato mondiale. I semi oggi, infatti, sono monopolio di poche multinazionali dell’agrochimica.