Masai cacciati dalle loro terre nella savana per far spazio ai safari di lusso

May 11, 2018
Source
Corriere della Sera

Il rapporto di un centro studi Usa accusa il governo della Tanzania di abusi e violazioni nei confronti degli allevatori indigeni dopo gli accordi con due società straniere: una gestisce escursioni di caccia per la famiglia reale degli Emirati

di Alessandra Muglia

Tempi duri per i Masai. Per favorire il turismo dei safari, il governo della Tanzania sta cacciando dalle loro terre migliaia di «figli della savana», come vengono chiamati questi allevatori indigeni, che si ritrovano ora senzatetto e a rischio di morte per fame. Nella regione di Loliondo, nel nord del Paese, diversi villaggi masai sono stati rasi al suolo e a migliaia sono stati sfrattati con la forza. 
La situazione, già denunciata in passato da Survival International, è ora al centro di un rapporto redatto da un centro studi americano, l’Oakland Institute. Tanti gli abusi e le violazioni documentati: «Le abitazioni Masai sono state bruciate e le loro mandrie disperse su ordine del governo al fine di preservare l’ecosistema e attrarre più turisti» si legge. Ai Masai «viene vietato l’accesso a vitali pascoli e specchi d’acqua».